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Empatia e sick building syndrome - By Enrico Napoli

Gentili signori,
sono venuto a conoscenza di questa realtà di cui ignoravo l'esistenza grazie alla segnalazione di una cara amica la quale ha pensato di indicarmi il vostro indirizzo poiché a suo modo di vedere io ho tutte le carte in regola per potermi occupare di home staging con professionalità e con successo. Quello che segue è un breve riassunto di quello che penso in proposito.

Sette anni fa mi sono trasferito in un appartamento al piano terra in una palazzina anni 60. L'appartamento risentiva di molti difetti sia di natura strutturale che di natura estetica. Con il tempo mi sono accorto che quell'appartamento era affetto da quello che la psicologia dell'abitare definisce con il termine "sick building syndrome" ovvero "sindrome della casa malata", motivo per cui mancando un relazione empatica con lo spazio tridimensionale che dovrebbe assolvere al compito di "home" (per l'appunto "casa" intesa come luogo, o anche come Frey ovvero "perimetro di pace e di armonia" volendo citare Martin Heidegger), lo spazio fisico manifesta al contrario tutta una serie di impedimenti che - sappiamo bene, - in caso di trattativa commerciale non agevolano di certo il raggiungimento di alcun tipo di accordo.

Questo perché è risaputo che ogni scelta dipende dal quel fattore relazionale che generalmente si chiama empatia la quale si definisce in tempi molto brevi ovvero nel giro di pochi secondi. Nel mio caso fu diverso poiché non fui io a scegliere l'appartamento, ma mi ci ritrovai indipendentemente dalla mia volontà. L'appartamento infatti mi fu donato e poichè di alternative non ce n'erano dovetti accettare per forza di cose. Tornando al nostro argomento è logico che nel momento in cui un appartamento risente di tutti i sintomi della cosiddetta "sick building syndrome" ovvero "sindrome della casa malata", non solo l'acquirente non entra in empatia con l'appartamento che sta visionando ma lo rifiuta creando così un precedente mnemonico che influenzerà inevitabilmente tutte le sue scelte future rispetto al ripetersi di determinate condizioni. Sono del parere che questo genere di reazioni non siano per niente da sottovalutare e questo è il motivo per cui credo che sia necessario operare in senso opposto. Questo per me significa non tanto eludere gli eventuali difetti della casa in vendita, ma attribuire a quei difetti il giusto peso fino a privarli del potere discriminante di condizionare le scelte il che significa metterli in relazione con i punti di forza che quello stesso appartamento possiede, intervenendo soprattutto mediante quel procedimento di ricomposizione che la psicologia definisce come Gestalt ovvero operando con ogni genere di accorgimento possibile, sia che si tratti di una disposizione di mobili ben riuscita sia che si debba operare con soluzioni più complesse come la translocazione architettonica o interventi di light design (il che per me non vuol dire operare esclusivamente con soluzioni di tubi al neon). Questo perché sono del parere che la soluzione consista soprattutto nel fatto di ridimensionare i difetti di ciascuno spazio fino al punto di renderli trascurabili, trasformando ogni volta lo spazio tridimensionale in luogo ovvero "house" in "home", e questo con tutta la determinazione necessaria e con tutti gli strumenti di cui si dispone. Questo è ciò che penso, e che - naturalmente - pensa anche la mia amica, motivo per cui mi ha segnalato il vostro indirizzo.

Nel frattempo ho completamente ristrutturato l'appartamento dove vivo. Il risultato è che ora il solo fatto di aprire la porta e passare dal corridoio dell'appartamento all'ingresso mi porta inevitabilmente in un'altra dimensione, così lontana da tutto quello che abitualmente si vede e si sente che il solo guardare il soffitto mi fa sentire in paradiso. Sono laureato in Scenografia con indirizzo in Progettazione di Interni e Architettura del Paesaggio, ho 41 anni, vivo a Brescia e i miei interessi spaziano dalla cucina agli scacchi, alla letteratura, nonché naturalmente al disegno geometrico. Mi piacerebbe occuparmi di home staging perché so di avere tutte le carte in regola per questa professione. Potrei fare del bene e lo voglio fare. Perciò vi sarò grato se prenderete contatti con me.

Con i migliori saluti.

Potete contattare il Dr. Enrico Napoli tramite
email e su www.linkedin.com